ANALISI DELLE COLTURE:
IMMEDIATA E NEL CAMPO

  FarmLab: SOLUZIONI PER L'EFFICIENZA IN AGRICOLTURA

La messa a punto, in collaborazione con KWS Italia e il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute - Università di Padova, di un sistema predittivo, basato sull'impiego del poliSPECNIR, dotato di un'apposita curva di calibrazione per trinciati di mais fresco, ha portato alla definizione del nuovo INDICE DI INSILABILITÀ.

Tale indice è in grado di mettere in luce la propensione delle cultivar all'insilamento in funzione dell'epoca di taglio e delle condizioni pedoclimatiche delle aree di coltivazione, permettendo all'agricoltore di intervenire con azioni mirate durante l'insilamento per favorire la buona conservazione del prodotto.

Gli operatori pratici con questo indice di insilabiltà possono ulteriormente migliorare la precisione delle loro scelte gestionali che, unitamente alle valutazioni produttive qualitative, può consentire un sostanziale incremento dell'efficienza tecnico-economica dell'allevamento.

L'indice di insilabilità è determinato da due parametri:

  • il punteggio qualitativo
  • e la perdita di sostanza secca

In base al punto che si genera dall'incrocio tra il punteggio qualitativo e le perdite di sostanza secca, e alla sua collocazione in un grafico a quattro quadranti si possono trarre le seguenti indicazioni:
 

Quadrante 1

Il trinciato presenta un'equilibrata composizione chimica che permette una rapida attivazione dei processi fermentativi positivi. Non sono necessarie particolari aggiunte finalizzate a stimolare la fermentazione.

Quadrante 2

Il trinciato denota una composizione chimica buona, ma non in grado di contenere efficacemente le perdite di conservazione. Una delle cause potrebbe essere una eccessiva umidità del prodotto (<30%) e pertanto è opportuno ritardare il taglio. Qualora invece la sostanza secca del trinciato fosse superiore al 30%, è consigliabile l'uso di additivi per accelerare e ottimizzare i processi fermentativi.

Quadrante 3

Il trinciato presenta una composizione chimica non in grado di stimolare efficacemente le fermentazioni. Qualora la sostanza secca del trinciato superi il 45%, sono necessari l'uso di additivi e l'aggiunta di acqua e sostanze zuccherine per ottenere un sufficiente substrato fermentativo. Inoltre potrebbe trattarsi di cultivar con un elevato rapporto spiga/stocco, con difficoltà di instaurare adeguati processi fermentativi. Anche in questo caso comunque è necessario l'uso di additivi.

Quadrante 4

Il trinciato evidenzia una composizione chimica con buona attitudine alla fermentazione, ma i processi che si instaurano, oltre a non essere positivi per la qualità, non sono in grado neppure di contenere le perdite di sostanza secca. Per questo tipo di insilato è essenziale l'aggiunta di additivi per rendere i processi conservativi più efficaci.

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